Nozioni storiche di Linera
L'odierno territorio di Linera, ha sempre seguito le sorti della contea di Jaci. Dalle scarse notizie storiche e dalla difficoltà di collegamento con i circostanti territori, la nostra contrada non è stata quasi mai interessata da eventi importanti tali da essere perpetrati. A parte gli effimeri ritrovamenti, risalenti al periodo romano, le prime fonti che descrivono la contrada si hanno intorno all'anno mille, con la suddivisione del territorio di Jaci in segrezie o pertinenze che si estendevano dal Castello sino alle falde dell''Etna; quest'ultima segrezia veniva denominata come "bosco di Jaci". Proprio nel bosco ricadeva anche la nostra contrada. Non era abitata abitualmente, ma sul finire del secolo XVI si hanno i primi disboscamenti e le prime coltivazioni del lino, dei cereali e anche della vite. Nello specifico la maggior parte della contrada era destinata alla "liniera" o "lineria", cioè alla coltura del lino. Linera, dunque, prese il nome da queste piantagioni di lino. I contadini e le loro famiglie ne divennero i veri primi residenti. Successivamente il territorio, venne organizzato in minuti agglomerati di case attorno o vicino a quella del proprietario della terra. Le case padronali sono delle complesse costruzioni dove si trovano una serie di elementi: la residenza del padrone; la casa del massaro; la cantina; il palmento; la stalla. E' proprio questa forma di organizzazione di edifici rurali che avvia ad una prima forma di comunità. Queste piccole comunità vivevano separati spesse volte dalle altre realtà vicine, sia per la difficoltà e sia per la pericolosità negli spostamenti. L'unico momento aggregante e di riscatto era certamente l'aspetto religioso, e possedere, nell'ambito di questi piccoli borghi, una cappella era di rilevante importanza sia per la gente comune e sia per il proprietario che aumentava il proprio prestigio, poiché lì accorrevano anche altri contadini delle terre vicine insieme ai loro proprietari ed inoltre assicuravano una sepoltura per se e per i propri discendenti.
La prima chiesa
costruita nella zona risale al secolo XVI e dedicata a "Maria Vergine della
Catena", nella proprietà delle sorelle Calì-Leonardi in contrada "salita
delle anime del Purgatorio". Di questa rimangono solo i marmi dell'altare,
ricomposti nell'odierna chiesa parrocchiale "Maria Vergine".
Nel 1767 veniva
fondata una piccola chiesa o oratorio privato nella Proprietà di Cali
Salvatore, dedicata alla "Madonna dei sette dolori", chiamata anche
"dell'Addolorata". Solo qui si celebravano le SS. Messe nelle domeniche e nelle
ricorrenze. Accorrevano tutti coloro che abitavano nei dintorni poiché era l'unica
chiesa aperta al culto. Certo erano vive le rivalità e gli antagonismi tra i
vari abitanti di questi borghi sparsi per questo territorio che difficilmente si
riusciva a conciliare. Prendendo spunto dalla cronistoria della parrocchia, una
domenica non fu aspettato per la messa il sig. Giovanni Roncisvalle e la sua
famiglia; egli, indignato per questa mancanza di delicatezza, pensò e progettò
la costruzione di una nuova chiesa.
I Roncisvalle, proprietari di un vasto
fondo, in contrada "chianu jaddu", per gran parte coltivato a vigneto e
parte lasciato a bosco, nel 1812 edificarono la propria cappella o oratorio
privato che l'8 giugno del 1815 veniva benedetta ed aperta al culto e nello
stesso anno il Re delle Due
Sicilie, la riconosceva quale chiesa pubblica. Il
22 agosto del 1818 veniva eletta chiesa sacramentale e parrocchiale filiale della chiesa Madre
"Maria SS.
Annunziata" di Acireale (odierna Basilica Cattedrale) e dedicata a
"Maria SS. del Lume". Questa chiesa fu posta a sede di Vicariato che
comprendeva oltre al proprio territorio anche quello di Santa Venerina, Mangano,
e Pozzillo. L'origine e la devozione alla Vergine sotto il titolo del
Lume, probabilmente fu portato dagli stessi Roncisvalle che pur provenienti da
Aci Sant'Antonio e Filippo, precisamente da "Trezza" o dalla "Catena", erano originari
da Palermo, proprio dalla città in cui la Vergine
SS. è apparsa sotto questo titolo; ma, il cronistoria della parrocchia narra che
per un sogno della moglie del sig. Giovanni Roncisvalle che si scelse questo
titolo.
Sotto il patrocinio di Maria SS. del Lume veniva affidata la nuova comunità, non più frammentata ed anonima ma da adesso in poi sempre più concretamente come unico centro urbano.
Ma il vero sviluppo e la formazione urbanistica di Linera si deve, anche se solo in parte, alla famiglia "Cosentini", che a differenza dalle altre famiglie possidenti nel territorio le quali privilegiavano solamente i propri interessi privati. Il dott. Mariano Cosentino e le cinque sorelle suore domenicane ”monache di casa”, ebbero grande considerazione per la misera condizione della gente che vi abitava, destinando un tratto del proprio fondo per una chiesa pubblica (trasformando il proprio oratorio privato), di una piazza da destinare a pubblico mercato e tracciando delle vie di collegamento. Questo progetto venne realizzato nell'arco di un decennio (1855-1864). La chiesa dedicata alla Madonna del Rosario venne aperta ufficialmente al culto il 29 gennaio 1863 ed elevandola a succursale di parrocchia. Ma dopo tali atti di generosità e amore, una delle suore Cosentino, Suor Maria Giuseppa, voleva dare e fare ancora di più per la povera gente, meditava di realizzare a Linera, nel proprio fondo, un pubblico cimitero. Redatto il relativo progetto ed ottenute le relative autorizzazioni dal comune di Acireale per la seguente motivazione: "...a benefico di quel crescente quartieretto dove alla salma di questi indigenti darvi onorata sepoltura...oltre ai propri sepolcri di proprietà...sia per gli abitanti di Linera di sopra e sia anco gli abitanti del quartiero di Linera di sotto" ( fonte: lettera di richiesta autorizzazione al comune di Aci di Suor Maria Giuseppa), anche il Prefetto di Catania approvò la costruzione del cimitero pubblico di Linera e stabili le modalità di esecuzione. Purtroppo dopo la morte di Suor Maria Giuseppa il cimitero non venne mai realizzato per la ferma opposizione del nipote Michelangelo. Anche se non è stato realizzato questo progetto resta l'impegno e la determinazione per poter offrire ai borghigiani di Linera una pur degna condizione di vita. Nel quartiere di Linera di sotto con l’aumento della popolazione, e della perifericità della chiesa “Maria SS. del Lume” se ne reclamava una più centrale, che potesse accogliere tutti gli abitanti e fosse del popolo, libera da ogni patronato. Nel 1856 i Roncisvalle vendettero la loro proprietà a Camillo Amico, cedendo ogni cosa con tutti i diritti attivi e passivi insieme al diritto di patronato sulla chiesa Maria SS. del Lume. Le vicende storiche che seguirono gli ultimi anni del XIX certamente sono segnati oltre al duro lavoro dei campi anche da eventi tellurici sconvolgenti come il terremoto del 1879 che oltre a causare morte e centinaia di feriti, cambiò l’aspetto urbanistico del borgo di Linera, l’abitato era completamente distrutto e la Chiesa di Maria SS. del Lume era crollata. Era arrivato il momento tanto atteso di avere una chiesa che appartenesse al popolo e libera da ogni vincolo, nonostante la dura opposizione dei proprietari della chiesa parrocchiale. Gli Amico ricostruirono solertemente la chiesa affinché distogliesse le aspirazioni della popolazione. Ma il Vescovo Mons. Gerlando Maria Genuardi (vescovo di Acireale) ritenne utile la costruzione di una nuova chiesa nel terreno acquistato a spese degli abitanti e ne decretò la transazione sia del titolo di Maria SS. del Lume, della sede della parrocchia, la dote e i suppellettili assegnati dai fondatori all'antica chiesa. La chiesa degli Amico pur rimanendo di proprietà verrà destinata a semplice oratorio e per disposizione del Vescovo venne dedicata a Maria Immacolata, ma nel gergo è rimasta la consuetudine di chiamarla "Chiesa Vecchia" e dalla quale l'intero quartiere è denominato. Nel 1889 si iniziò la costruzione della nuova chiesa e si protrasse per lunghi anni. Ma grazie al generoso apporto economico dei parrocchiani e del Vescovo che il 21 novembre 1895 venne aperta al culto. Così il baricentro del borgo si era spostato e si era ravvicinato con gli altri nuclei sparsi.
Il terremoto del 1914 rovinò quasi tutto, procurando morte e
desolazione. Si pensi che il sisma ebbe come epicentro proprio
Linera e che fu di tale violenza
da superare quello del 1908 che distrusse Messina e Reggio Calabria. Anche le
chiese vennero distrutte ma ricostruite con dovizia, spirito di sacrificio
ed abnegazione. L'opera di soccorso fu pronta ed immediata, tra i primi
soccorritori vi fu anche il Vescovo di Acireale, il "Venerabile" Mons. Giovanni
Battista Arista, che giunse a Linera per portare la sua parola di conforto ai
superstiti e si prodigo anche nel portare il suo aiuto ai soccorritori.
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Storica foto del Fonte Battesimale dopo l'effetto dell'onda sismica del 8 maggio 1914, da notare la traccia sulla parete dell'acqua contenuta all'interno |
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L'antica Chiesa Madre "Maria SS. del Lume" del 1889 come si presentava dopo il terremoto del 8 maggio 1914 |
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I
lavori di ricostruzione della Chiesa "Maria SS. del Lume" iniziarono nel 1921 su
progetto dell’Ing. Salvatore Scuderi di Catania. La prima pietra di
ricostruzione venne posta il 19 giugno, in presenza dell’On. De
Cristofori, e benedetta da Mons. Salvatore Bella, vescovo di Acireale.
Il 19 dicembre 1921 la Chiesa " Maria SS. del Lume", insieme alla chiesa "Maria SS. del Rosario" e ad altre 40 parrocchie della diocesi di Acireale, venivano erette a parrocchie autonome. Il 19 marzo 1922 avvenne il pubblico possesso canonico del primo parroco del Sac. Giuseppe Rao, già cappellano della parrocchia filiale, mentre la costruenda chiesa veniva nominata chiesa principale di Linera. Con la riforma delle parrocchie, il vicariato di Linera veniva soppresso e unito a quello di Santa Venerina.
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| L'attuale Chiesa Madre "Maria SS. del Lume, ancora allo stato rustico, in una foto degli anni quaranta | ||
Nel 1934 la chiesa veniva consacrata, pur allo stato rustico, ed aperta al culto. I lavori di abbellimento si protrassero fino agli anni cinquanta, con il rifacimento del soffitto, della costruzione della cupola, la posa di stucchi decorativi, il rifacimento della torre campanaria, per l’adeguamento sismico, e la relativa intonacatura della facciata. Il 19 marzo 1946 la costruenda Chiesa "Maria Vergine della Catena" veniva elevata a parrocchia autonoma, costituita dai territori delle parrocchie Maria SS. del Rosario e di S. Maria del Lume. Il 19 marzo del 1952 ancora una volta un terremoto dell' VIII grado della scala Mercalli ebbe come epicentro Linera, causando morte e gravissimi danni agli immobili. Ma con abnegazione ha saputo, ancora una volta, risollevarsi e a superare ogni sconforto.
Il 19 marzo 1955 la parrocchia veniva elevata ad Arcipretura Parrocchiale a riconoscimento e a testimonianza per l'operosità dei fedeli; riconoscendola così quale Parrocchia principale di Linera.
Negli anni ottanta, per volere di Mons. Giuseppe Malandrino, 8° Vescovo di Acireale, con una solenne celebrazione eucaristica a "Fondannone", si concretizzò ciò che si è era avviato nel 1955 cioè la creazione dell'unità pastorale tra le parrocchie Cosentini, Maria Vergine e Linera centro.
Nel 1989 si è celebrato il centenario della posa della Prima Pietra della costruzione della precedente chiesa in questo luogo. In tale occasione è stata realizzata la nuova Mensa Liturgica in marmo, e a memoria di questo evento, sono stati collocati dei pannelli in bronzo, che rappresentano alcuni momenti vissuti durante l'arco di questo centenario. Negli anni ottanta e novanta il territorio è stato interessato da un forte sviluppo economico e demografico. La relativa espansione edilizia ha reso il paese omogeneo nella urbanizzazione del territorio e rendendolo altresì ridente ed ospitale con una popolazione residente di circa 2500 abitanti.
Con l'approvazione dello statuto del Comune di Santa Venerina in data 22/06/2005 i territori delle parrocchie "S. Maria del Lume", di "Maria SS. del Rosario" e di "Maria Vergine della Catena" vengono inglobati in un'unica frazione denominata "Linera", definendo e classificando ufficialmente questo territorio particolare del comune di Santa Venerina. Anche nella suddivisione territoriale dell'ISTAT, avviene tale classificazione.
Questo è un esempio concreto come i nostri padri, non solo per Linera in particolare, ma ovunque c'era la presenza di una chiesa si riunivano attorno a quel altare per essere comunità, per essere principalmente Chiesa viva nonostante le difficoltà e le fatiche della vita povera ma onesta e semplice.