Il Parco Naturalistico COSENTINI

 

Il Parco, di grande interesse naturalistico, sorge pochi passi dalla piazza del quartiere omonimo di Cosentini, si estende per circa 5 ettari e ospita un "bosco di latifoglie" all'interno del quale sono state riconosciute circa 67 specie vegetali e numerose specie animali, tipiche della  macchia mediterranea. Il bosco è un complesso e delicato ecosistema, luogo privilegiato per la conservazione delle biodiversità. all'interno del parco si trovano infatti: la roverella (quercus pubescens); il leccio (quercus ilex) albero sempreverde; l'ulivo (olea europea) e l'eupalipto (eucalyptus globulus labill). Molto fitto e rigoglioso è anche il sottobosco caratterizzato da arbusti vari, quali: la ginestra (spartium junceum), l'edera (hedera helix) e il lentisco (pistacia lentiscus). Tra le numerose piante erbacee possiamo ammirare: il pungitopo ( ruscus aculeatus); la valeriana rossa ( centranthus ruber); il marrubbio comune (marrubium vulgare); la santoreggia domestica (satureja hortensis); la pratolina annuale (bellis annua) e tante altre. Ma non bisogna dimenticare  che i muschi e i licheni sono i primi veri colonizzatori delle rocce laviche. Molto diffusi e comuni sono diverse specie di funghi tra i quali il clathrus rubes, un vivace fungo di colore rosso a forma di graticcio.  Infine, giaggioli, ciclamini, asfodeli e simili sono le tipiche piante che appaiono subito dopo un acquazzone primaverile. Bosco e sottobosco sono l'habitat privilegiati da numerosi animali, come quelli che sono stati avvistati all'interno del parco, quali: il coniglio selvatico, la testuggine comune, il biacco. Numerose sono le specie di passeriformi quali: il codirosso spazzacamino; il pettirosso; il merlo; la cinciallegra; il cardellino; il passero e tanti altri.

Il parco sorge un affioramento di vulcaniti basiche etnee, che risalgono all'eruzione del 1329 d.c. originatisi da un piccolo cono pirosclastico " il San Giovannello", ai piedi del Monte Ilice, situato a monte di Fleri. Le stesse lave, dopoun lungo periodo di attività sono arrivate, dopo diversi Km, a mare in corrispondenza delle zone costiere che vanno da Pozzillo  a Stazzo. All'interno del parco sono visibili grossi blocchi di lava spesso alterati e degradati, così come frequenti sono i resti tunnel lavici collassati, mentre l'elevata umidità dell'aria, unita alla grande fertilità del terreno, determinano una vegetazione rigogliosa.

Il parco nasce allo scopo di preservare questa parte di ambiente naturale, allo stesso tempo vuole essere un luogo di svago e di contemplazione, un'occasione  di crescita socio-economica, aperto ad iniziative legate al turismo sostenibile 

(notizie tratte dal depliant turistico del comune di Santa Venerina (CT). Testo di: Anna Pappalardo e Riccardo Tomasello.)